Quali effetti

Gli effetti dell’esposizione all’ambiente forestale sulla sfera psicologica sono ad oggi i più studiati e consolidati. Significativi effetti positivi sul benessere psicologico, anche e soprattutto nelle persone con tendenze depressive, sono stati dimostrati da analisi psicologiche e misurazioni fisiologiche (biomarcatori), mostrando notevoli miglioramenti dell’umore e dei sintomi depressivi, una diminuzione dei livelli di ansia e di stress, rilevabili anche a livello ormonale, e un ridotto rischio di malattie psicosociali legate allo stress.

Oltre agli effetti psicologici, stanno emergendo anche ampi benefici sul piano fisiologico.
Si può ad esempio considerare dimostrato che l’esposizione alla foresta riduce l’attività nervosa simpatica, aumenta l’attività nervosa parasimpatica e regola l’equilibrio dei nervi autonomi, con conseguente regolarizzazione della pressione del sangue e della variabilità della frequenza cardiaca, influenzando positivamente anche la qualità del sonno. A loro volta, questi effetti influenzano indirettamente il sistema endocrino e immunitario, incidendo positivamente sui livelli di cortisolo, adrenalina, noradrenalina, dopamina, serotonina e di altri ormoni.
Tra gli effetti più significativi di tipo fisiologico vi sono il miglioramento dello stato ossidativo dell’organismo e il potenziamento del sistema immunitario, meccanismi cui è attribuita una parte sostanziale degli impatti della frequentazione di ambienti fore- stali sul miglioramento dei parametri cardiovascolari e metabolici, sulla riduzione dei sintomi di disturbi allergici e sullo stato del sistema respiratorio. L’effetto sul sistema immunitario, dovuto in particolare all’incremento quantitativo e del livello di attivazione delle cellule natural killer (NK), è stato riportato per la prima volta a metà degli anni 2000 e confermato da studi successivi,  anche se sono necessari ulteriori approfondimenti con un campione più numeroso e rappresentativo di soggetti coinvolti.