Fattori in gioco

I meccanismi che innescano la risposta positiva all’ambiente forestale sono meno noti o comunque rimangono da esplorare appieno i nessi di causalità tra le caratteristiche ecologiche, biologiche, fisico-chimiche della foresta e gli effetti fisiologici e psicologici derivanti dall’immersione negli ambienti boschivi. Numerose ricerche hanno tentato di identificare dei possibili predittori dei benefici risultati delle esperienze forestali.
Gli elementi offerti dall’ambiente forestale che concorrono a determinare benefici sul benessere e sulla salute umana sono infatti molteplici, e vengono mediati da tutti i sensi – vista, tatto, ascolto, olfatto, e perfino il gusto – agendo in modo sinergico. E’ stato ad esempio dimostrato che la visione di strutture ripetitive a diverse scale (scene frattali), tipiche degli ambienti boschivi e direttamente di ciascun albero, ha un ruolo basilare nell’infondere un effetto rilassante. Del resto, una ricerca congiunta Cnr e Cai, insieme all’Università di Firenze, ha provato come la combinazione di immagini e suoni tipici dell’ambiente forestale produca risposte psicologiche positive significative anche in seguito all’esposizione virtuale (video su computer), contrariamente all’esposizione a immagini e suoni urbani [47]. Tuttavia, tali effetti si limitavano al breve termine. Anche l’importanza dei suoni presenti nel bosco sta emergendo come uno degli elementi principali.
Tra tutti i fattori, l’inalazione di sostanze volatili aromatiche presenti nell’atmosfera forestale pare assumere un ruolo centrale, soprattutto per quanto riguarda i benefici fisiologici di lunga durata.
Se, infatti, la regolarizzazione di alcuni indici fisiologici, come la pressione sanguigna e la variabilità della frequenza cardiaca, potrebbe essere direttamente collegata agli effetti di rilassamento, è improbabile che i mec-canismi psicologici da soli spieghino i benefici fisiologici a lungo termine.
Diversi effetti positivi sembrano infatti ascrivibili principalmente all’inalazione dei composti organici volatili biogenici (BVOC) – chiamati anche fitoncidi – emessi dalle piante e dal suolo forestale. Tali composti lipofili, costituiti principalmente da monoterpeni, tra cui spiccano -pinene e d-limonene, si accumulano nel sangue e nei tessuti, attivando una serie di risposte nell’organismo. Tali sostanze, in particolare certi terpeni, sono dotati di attività antiossidanti e antinfiammatorie, nonché rilassanti (ansiolitiche e antidepressive) e benefiche per i processi cognitivi, come dimostrato da studi in ambiente di laboratorio, controllato. Anche in questo caso, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare gli effetti fisiologici legati all’inalazione di queste sostanze a “concentrazioni naturali”, come quelle presenti nei boschi.